Consegnati a Roma i certificati base per le organizzazioni della sperimentazione nazionale

Come a suo tempo annunciato e pubblicizzato, sono stati consegnati a Roma, il 29 maggio 2014 presso la Sala Monumentale, Largo Chigi 19, i Certificati base Family Audit a 42 organizzazioni che rientrano nella sperimentazione nazionale coordinata e sostenuta dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri in stretta sinergia con l'Agenzia provinciale per la famiglia di Trento.

La cerimonia era inserita in un momento di incontro-confronto tra le organizzazioni con approfondimenti su varie tematiche legate alla realizzazione del processo Family Audit.

L'assessora provinciale trentina alle Pari Opportunità Sara Ferrari ha subito evidenziato come dalla sperimentazione del Family Audit, che concentra l’attenzione sulla conciliazione vita-lavoro, un concetto emerge con chiarezza: migliori condizioni di lavoro e un supporto diretto alle famiglie favoriscono un miglior clima aziendale con un vantaggio anche sulla produttività e possono accrescere i livelli occupazionali, soprattutto sul fronte femminile. Erano presenti all'evento anche Franca Biondelli, sottosegretario con delega alle politiche familiari, Ermenegilda Siniscalchi del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il dirigente dell'Agenzia provinciale per la famiglia Luciano Malfer ha illustrato, tra l’altro, come novità il “cruscotto aziendale” uno strumento col quale si potrà monitorare fin dall'inizio il progressivo avanzare del percorso di sviluppo della conciliazione lavoro/famiglia attraverso un sistema di indicatori che investono la sfera professionale (es. orari flessibili, nidi aziendali, part time) e privata (es. gestione di figli, coniuge, parenti), la cui attenta lettura consente di registrare gli avanzamenti e fissare i prossimi steps e traguardi da raggiungere.

Le testimonianze di alcune aziende, quali Enel Energia, il Gruppo Nestlè Italia, Comunità Betania, hanno evidenziato anche lo straordinario benefit aggiunto, dato dal processo Family Audit, nel poter monitorare i miglioramenti nella loro parabola evolutiva e nel poter confrontare i traguardi raggiunti con quelli di altre realtà aziendali con identità affini. Le aziende hanno richiesto, inoltre, una maggior partecipazione dell'Agenzia per la famiglia all'interno dei loro organismi aziendali o istituzionali (es. Consigli di amministrazioni, Giunte comunali) per poter amplificare il processo in atto anche sul territorio locale e coinvolgere altri attori di settore, in modo da creare rete fra di loro e sensibilizzare un più vasto pubblico di potenziali stakeholders interessati ad aderire allo standart.

Infine, Riccardo Prandini dell'Università di Bologna, che ha coordinato la ricerca sull’impatto delle misure Family Audit nelle aziende, nella sua relazione ha evidenziato una serie di aspetti particolari che sono emersi con forza dall'indagine di gradimento tra i lavoratori coinvolti, attraverso somministrazione di un questionario, sull'effettiva efficacia dell'introduzione del marchio nelle loro rispettive realtà aziendali.